“Terapia E”

La non terapia che fa stare bene

 

 

“E” è  la Supercoscienza con la

 quale è possibile entrare in contatto

 attraverso la propria scintilla divina.”

Bernardino del Boca

 

 

 

 

Il metodo è nato a Palo Alto  in California qualche decennio fa, ad opera di A.L.Kitselman  uno studioso di psicologia e religioni.

Questo metodo, si avvale della parte intuitiva della mente, quella parte che non utilizza il giudizio, che è in grado di restare in contatto con la nostra scintilla divina e che a sua volta può portarci a contattare la Supercoscienza. Ritengo che negli anni ’50, quando questo metodo è nato, non ci fossero le strutture mentali adatte a comprenderlo, adesso invece, è possibile sperimentare questa -paradossalmente – nuova tecnica che sarà di sicuro aiuto per risolvere molte delle problematiche che affliggono la società attuale.

 

La definizione che Bernardino del Boca da di E ci porta a prendere coscienza che la “Terapia E” è un approccio per contattare quella parte dell’uomo che nel tempo ha avuto molte definizioni, e che in questo contesto definiamo E.  Potremmo definire Essenza Divina la più alta qualità dell’uomo con la quale si può entrare in contatto con la “Terapia E”.

 

Negli anni cinquanta A. L. Kitselman mette a punto questo metodo, lo divulga attraverso un piccolo libro ciclostilato e ne fa una ampia sperimentazione. Gli argomenti trattati, a quel tempo, risultavano di difficile comprensione anche se, chi sperimentava la “Terapia E” aveva dei grandi risultati. Occorre considerare che solo adesso l’umanità può ritenersi pronta a entrare in contatto con  il Nuovo Piano di Coscienza.

Siamo nell’era dei Quanti, nel momento in cui realtà scientifica e  spiritualità si incontrano, sono molti i ricercatori dello spirito che si avvalgono di esperimenti scientifici per spiegare la realtà dell’universo.

Contattare E  o la Supercoscienza vuol dire essere consapevoli delle vere potenzialità dell’uomo, abbandonarsi fiduciosamente e, sperimentare ciò che succede durante le sessioni, con la consapevolezza che niente ci è precluso, che tutto è possibile.

 

Come dice lo stesso Kitselman: La grandezza esiste in ogni persona che la sappia riconoscere. Colui che compone e colui che apprezza una grande sinfonia sono entrambi meritevoli di apprezzamento; la differenza sta  nel fatto che colui che compone può  creare e realizzare ciò che entrambi possono apprezzare. La grandezza è presente e passiva in   entrambi, mentre attivo è solo il compositore. Tutti coloro che sanno apprezzare un’opera d’arte sono potenzialmente grandi come il suo creatore.

Naturalmente, lo stesso vale per  tutte le creazioni di filosofia, matematica, letteratura, scienza etc. Tutti coloro che sanno apprezzare le opere di Newton, di Emerson, di Leonardo,sono dei potenziali Newton, Emerson, Leonardo. Il problema è come trasformare il potenziale in reale. La  grandezza è dentro di noi, come possiamo manifestarla?

 

Il proposito della “Terapia E” è quello di dimostrare che la grandezza può essere stimolata a manifestarsi, occorre solo chiedere  coscientemente che questo avvenga. La possibilità di conoscere e sperimentare l’approccio con E, consente di sviluppare la fiducia necessaria a riconoscere che tutto è possibile. Vi è un lato miracoloso in questo processo che può sfuggirci solo perché non lo crediamo possibile. In un momento come quello attuale, dove la fisica quantistica viene messa a confronto con la spiritualità, dove gli esperimenti della scienza provano ciò che Budda asseriva tremila anni fa e cioè, che la materia è energia e viceversa, affiorano tutte le possibilità che l’uomo può sviluppare.

 

La mente ordinaria sembra interagire con le problematiche che affliggono l’animo umano  in un modo semplice, passo dopo passo, mentre E  sembra agire con interi gruppi di situazioni simultaneamente e in un modo che è sia sottile che “miracoloso”.

La mente ordinaria è piena di opinioni, motivazioni, dubbi, e ha un campo limitato di interessi e azioni, E non è condizionata o forzata in alcun modo e non sembra essere interessata in campi o abilità limitate.  La mente ordinaria e E cooperano in noi, anche  se hanno caratteri differenti. La natura  di questa cooperazione è sicuramente da indagare poiché  può costituire per molte persone,  il cancello d’ingresso per tutto ciò che è meraviglioso.

 

Principio 1: La chiave per ogni riuscita nella vita consiste nel credere e, nell’essere interiormente convinti che tutto è possibile. “E” te lo può dimostrare.

 

 

 

Quale è il metodo?

 

Ci sono diversi modi di approccio, la più semplice è quello di dire a un altro:

chiediamo alle nostre menti di fare tutti i passaggi necessari per rimuovere qualsiasi ostacolo che le ostruisca. Rilassati, chiudi gli occhi, e vediamo cosa succede.

In alcuni casi questa procedura porta  risultati mai sperimentati prima, potremmo definirlo l’approccio più semplice di ciò che costituisce la “Terapia E”.

 

Per procedere comunque sono  indispensabili due condizioni:

 

Ci deve essere una richiesta cosciente di azione da parte di colui che sperimenta il processo di trasformazione.

Colui che sperimenta questo processo di trasformazione e che chiameremo

“Transiente”,  deve rimanere passivo ed osservare quello che succede.

 

La seconda condizione  è possibile quasi sempre dal fatto che ci sia l’assistenza di un’altra persona che formula la richiesta e osserva ciò che succede.

Il Transiente -colui che sperimenta questo processo di trasformazione-, deve rimanere passivo ma attento a quello che si può manifestare durante la sessione, mentre la persona che osserva, e che chiameremo Osservatore o Facilitator, supporta e assiste, osserva e interviene dando supporto da un punto di vista energetico, guidando la sessione  e, intervenendo quando è necessario, indirizzando il Transiente a sperimentare il processo di integrazione che E favorisce.

La procedura è molto semplice e viene insegnata durante i seminari sulla “Terapia E”.

 

Le sessioni di “Terapia E“possono durare all’incirca un’ora ma, non è escluso che durino di più se il Transiente procede spedito nel percorso che E gli fa sperimentare  per eliminare le identificazioni sbagliate.

Queste sessioni non hanno niente a che fare con sedute di tipo psicanalitico, infatti non c’è nessuna induzione da parte del Facilitator a  rimuovere o a far rivivere avvenimenti, il processo è spontaneo e naturale.

 

 

Cos’è E?

La parte di mente che rimuove gli ostacoli e che può farci sperimentare stati “alterati di coscienza”  può essere chiamata in tanti modi, Kitselman ne ha dato un esempio nel suo libro, dicendo che la si può definire come: Io interiore, Se Superiore, Spirito Santo, Atma, Maestro, Voce interiore, Esaminatore, Se superiore  etc.

Si potrebbe dire che è quella parte di mente che l’Era dei Pesci ha dovuto ignorare, perché  l’uomo, non aveva   le strutture mentali per comprendere razionalmente questa parte di se. Questo “testimone”, questa “voce interiore”, è in grado di eliminare gli ostacoli che non ci permettono di avere una visione chiara delle dinamiche che compongono il nostro vivere.

Poichè il termine che si usa  per definire  questa parte di noi dipende dal Transiente, la chiameremo semplicemente  “E”.

 

Una sessione di “Terapia E”  necessita quindi di:

 

Un Transiente con una certa conoscenza di E

Un Facilitator con una certa conoscenza di E

Il lavoro fatto attraverso E;

Questi fattori sono coinvolti inevitabilmente quando si desidera fare l’esperienza della “Terapia E”.

 

Quali sono i traguardi che si possono raggiungere sperimentando le sessioni di E.

 A cosa può  portare la “Terapia E” e quanto tempo ci vuole?

Mi sono resa conto lavorando con questo metodo, che in fondo - anche se non definito con lo stesso termine - ho sempre praticato. Infatti per me è sempre stato facile ad esempio nei consulti di astrologia,  ma anche nei trattamenti Reiki o altri metodi naturali da me praticati, che le persone comunicassero con estrema facilità, argomenti legati alla loro infanzia o a alcune problematiche della loro vita senza che ci fosse nessuna richiesta da parte mia. Praticamente si creava una sorta di alchimia che faceva si che le persone “si liberassero” dei loro fardelli.

 Ho compreso che, se si affrontano le sessioni con la consapevolezza di ciò che si sperimenta, avvengono cose davvero fantastiche.

Per capire il miracoloso modo di agire di E è più importante fare qualche esempio che teorizzare.

 

Esempi  di come E Lavora.

 

Il primo è tratto dal libretto originale di Kitselman.

 

1°) Il caso della signora C.P. è un esempio di come E possa ottenere risultati in poche ore di sessioni.

Nell’ agosto del 1950  era depressa e irritabile poiché era ritornata al college all’età di 35 anni mentre cercava di cucinare, fare il bucato, e tenere in ordine la casa per suo marito e per le sue due figlie. Studiare per lei era diventato molto difficile in quanto si era dimenticata come si faceva. Non riusciva a partecipare ad un corso obbligatorio di nuoto a causa della sua mortale paura dell’acqua. Nonostante i suoi sforzi non  riusciva negli studi, e diventò  così irritabile con i bambini che frequentemente si ritrovava a urlargli dietro.

A questo punto suo marito ripeté l’introduzione di un paragrafo a E ( che aveva appena sentito al telefono ) e la donna fece un ora di sessione di terapia E, che fu accompagnata da una sensazione di estremo benessere psicologico ed emozionale. Dopo di questa sessione  godeva di una incredibile ricchezza emozionale tanto  che spesso sentiva emozioni da brivido e vampate di estasi  come quelle che generalmente le persone sperimentano solo nella loro giovinezza.

Agli occhi dei suoi amici era ringiovanita di 5/10 anni, sia nell’apparenza che nei modi. Questa unica sessione pose fine alla sua depressione  e ridusse la sua irritabilità al punto che si ritrovò  ad urlare al figlie non più di una volta alla settimana. Nonostante ciò aveva ancora difficoltà nello studio, come prima. Ad intervalli di  5 giorni ricevette 5 o più sessioni di 1 ora , e i suoi voti cominciarono a  migliorare . Mentre prima studiava lentamente e con fatica, leggeva e capiva poco, prendeva molti appunti e con grande sforzo li memorizzava, adesso legge velocemente e senza fatica , non prende appunti e non deve imparare a memoria.

Quando fu il momento degli esami, li superò senza una particolare preparazione , mentalmente faceva riferimento  a E per farsi aiutare e, scoprì che poteva rispondere immediatamente a qualsiasi domanda come se conoscesse da sempre la risposta.

Perse la sua paura dell’ acqua e divenne la migliore del corso. Ottenne il diploma con tale facilità che si è iscritta ad un altro corso per ottenerne un altro. 6 ore di E hanno fatto questo.

 

2° ) Questo caso riguarda la signora Brunella ad una sessione svoltasi durante l’addestramento di un seminario di “Terapia E” tenuto a Milano dall’autore.

La signora Brunella aveva partecipato al seminario, quindi conosceva l’argomento.

La sessione aveva come Osservatore un’altra allieva del seminario, mentre io facevo la supervisione. Brunella aveva un problema che riguardava la sua gola: non deglutiva bene, e cercava di tenere sotto controllo una balbuzie che l’affliggeva da quando era bambina.

Io come supervisore “ origliavo” che tutto andasse bene, mentre ascoltavo come si svolgeva la sessione sento Brunella che in uno stato di rilassamento, raccontava,  lamentandosi della poca diplomazia del marito, e di come  la spingesse a fare le sue richieste al banco dei salumi di un supermercato. Potrebbe sembrare una normale richiesta, se non fosse che Brunella quando si trova di fronte a molte persone non riesce a parlare bene e balbetta. Lei durante la sessione inveiva contro il marito che l’aveva messa in questa condizione di disagio.  A quel punto prendo il ruolo dell’allieva osservatore

( perché non ancora completamente preparata ad affrontare il caso) e continuo io la sessione. Mi rendo conto che dietro al disagio di Brunella c’è dell’altro e, la invito a raccontarmi altri momenti in cui provava un simile disagio. Con enorme sorpresa da parte mia racconta due episodi della sua infanzia in cui rivive lo stesso disagio, uno in cui viene assalita da tre cani in un cortile, e un altro in cui fece l’esperienza, all’età di sei mesi, di essere leccata da una mucca. Rivivendo gli episodi riesce a ricordare dati e particolari esatti degli  stessi, ad esempio, come era vestita, dove esattamente si trovava, chi c’era con lei e così via.  Ma, “sentivo” che il nocciolo del problema che le causava la balbuzie e il senso di soffocamento era un altro, quindi invito la signora a pensare se c’era qualche  altra vicenda della sua vita che le procurava quel disagio. A quel punto si ritrova a vivere la sua nascita che era avvenuta con un parto podalico, parto che l’aveva vista venire alla luce presentando prima i piedi e per ultimo la testa che era rimasta compressa per diversi minuti prima di essere liberata. Ha raccontato della difficoltà di respirare e del disagio provato durante la sua nascita. Al termine dopo un’ora e mezzo di sessione, ha chiesto un bicchiere d’acqua dichiarando che riusciva a deglutire bene.

Ora la balbuzie è diventato un ricordo da dimenticare!

 

3°) Esempio che ha coinvolto me e la signora Barbara.

Barbara è una signora di 42 anni, separata con due figlie a carico. Stava attraversando -a fasi alterne- periodi di confusione nella sua esistenza, da quando si è separata dal marito, qualche anno fa, ha avuto altre due storie affettive, terminate per diversi motivi, ha cambiato molti lavori, ha provato  - per un breve periodo - ad aprire un’attività in proprio,  fallita anch’essa dopo poco tempo. Alle figlie cucina poco e niente e preferisce affidarsi a alimenti pronti. Nella sua casa regna il più grande disordine, tanto che non riesce a trovare alcuni indumenti e crede di averli persi. Non invita nessuno a cena o a pranzo a casa sua, si priva della possibilità di condividere delle serate con amici, perché odia cucinare. E’ venuta da me, perché vuole fare ordine nella sua vita.

Abbiamo iniziato le sessioni, alla terza sessione, pensavo che la “Terapia“ non fosse adatta a lei, aveva poche percezioni, mi sembrava che partecipasse con poco interesse. Quando tornava, alle sessioni successive non notavo cambiamenti di particolare rilevanza, non capivo bene che fare. Prendiamo l’appuntamento per la quarta sessione dopo quindici giorni - perché io devo assentarmi una settimana -.

Quando la rivedo, vedo un’altra persona, completamente rinnovata, taglio di capelli sbarazzino, colore più acceso, umore allegro. Non dovrei stupirmi di cosa E può fare, ma non ci riesco. Barbara mi racconta che durante la settimana trascorsa ha rimesso ordine nella sua casa, ha festeggiato il compleanno della figlia organizzandole una festa, la cosa è importante perché  non l’aveva mai fatto prima. La figlia mentre Barbara l’accompagnava a scuola le dice: “sai, mi piace questa nuova mamma!” Qualcun altro le chiede se ha cambiato l’arredamento perché la casa sembra molto più grande; facendo ordine ha ritrovato indumenti che non sapeva più di avere ma, sorpresa delle sorprese mi racconta che ha invitato nove persone a cena e che ha cucinato lei.

 

Mi sembra che E cominci a funzionare, direi anche  bene, pensai!

Attualmente Barbara lavora come interprete con delle aziende leader in campo internazionale, sono bastate 10 sessioni di “Terapia E” per ottenere questo risultato.

 

Penso e, ho potuto verificare durante la mia esperienza che la durata delle sessioni, e il loro numero può sicuramente variare a seconda del caso ma, una cosa essenziale è che: la persona che si sottopone alla “Terapia E” deve avere la volontà e il desiderio di trasformare se stessa, altrimenti il processo diventa faticoso.

 

Come facilitator sono felice del mio lavoro, perché vedere i cambiamenti nelle persone è molto gratificante e, sono felicissima per loro.

 

 

Per capire il miracoloso modo di agire di E

è più importante fare qualche esempio che teorizzare.

Sembra esserci un infinita varietà di queste esperienze così come una infinita varietà di teorie circa E.

Il tempo impiegato per arrivare al cambiamento desiderato dipende  dai  fattori sopra   menzionati. Se il transiente e l’osservatore sono entrambi in buona salute,  ed entrambi hanno una buona comprensione di E, risultati veramente importanti  possono essere ottenuti in poche sessioni, altrimenti dipenderà dalla volontà del transiente di trasformare se stesso e, dall’abilità del facilitator di assistere nel modo più corretto durante le sessioni.

 

 

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